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January 12 MADRES CORAJE- MADRI CORAGGIO
Sonetto n°XV Quando penso che tutto ciò che nasce Resta perfetto un solo breve istante, E questa scena immensa offre solo fantasmi Su cui le stelle calano il loro arcano influsso. Quando vedo crescere gli uomini come le piante, Favoriti o contrastati dallo stesso cielo, E vantarsi in gioventù e al culmine decrescere, Cancellando dalla memoria 1' orgogliosa primavera, Allora nel sogno di questa vita precaria, Ti mostri ai miei occhi di gioventù vestito, Mentre il tempo e la morte cospirano insieme, Per trasformare in fetida notte il tuo fresco giorno. Allora per amor tuo lotto col tempo E come esso ti lacera, io ti risemino ancora. William Shakespeare February 27 8 MARZO GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNACAMPAGNA INTERNAZIONALE PER IL DIRITTO ALLE VISITE FAMILIARI DI DUE DONNE CUBANE AI LORO MARITI, PRIGIONIERI NEGLI STATI UNITI
Dal 12 settembre 1998, Cinque Cubani soffrono delle ingiuste condanne nelle prigioni degli Stati Uniti per aver controllato le organizzazioni terroristiche di origine cubano-americana con di Miami, che per più di quaranta anni hanno attuato centinaia di attentati terroristici provocando la morte e l’invalidità di 5000 cittadini cubani. Alle ingiuste e smisurate condanne (4 ergastoli più 74 anni di prigione) si è aggiunto un castigo crudele per le loro famiglie. A madri, mogli e figli non vengono concessi permessi per le visite familiari. La media delle visite nella maggioranza dei casi è di una volta all’anno. Questa violazione inammissibile del diritto di tutti i prigionieri e diritto dei familiari, è ancor più grave nel caso di due di loro: Renè Gonzalez e Gerardo Hernadez, a cui si proibiscono le visite delle loro mogli. Olga Salanueva, moglie di René, non vede suo marito da sei anni. Adriana Perez, moglie di Gerardo, non ha mai potuto visitare il marito, sin dal momento del suo arresto. Olga e Adriana sono cittadine cubane esemplari. Entrambe hanno sollecitato i visti in 7 occasioni e in 7 occasioni il governo degli Usa lo ha negato. Il governo nordamericano non ha nessuna ragione per negare a queste famiglie il diritto di incontrarsi. Nella edizione in inglese del libro “Lettere d’amore” che raccoglie la corrispondenza tra i Cinque, le loro mogli ed i loro figli, Alice Walker, scrittrice nordamericana, scrive: “Il trattamento che loro hanno ricevuto è vergognoso. Il silenzio su questi trattamenti è ancora più vergognoso. Dove sono i membri del Congresso, i Senatori ed i Congressisti sui quali dovremmo poter contare in casi come questi? Persone che hanno la forza di insistere perchè i prigionieri non siano oggetto di tortura. Che non si deve negare ai loro figli il diritto di vedere i loro genitori, che le loro mogli e le loro madri non siano portate alla disperazione dai numerosi intenti di vedere i loro cari, in questo caso incarcerati ingiustamente”.
Facciamo un appello a tutte le donne del mondo, per protestare contro questa enorme ingiustizia, dimostrare la nostra solidarietà ed esigere dal governo nordamericano che conceda immediatamente i visti che permettano loro di visitare i mariti in prigione. In questa battaglia ci accompagnano migliaia di uomini e donne solidali, compresi 9 premi Nobel. Recentemente, il 17 gennaio, Amnesty International, ha fatto una dichiarazione pubblica a favore di questa causa. Esortiamo tutte le donne del mondo a realizzare una forte Campagna Internazionale dall’8 marzo fino al 14 maggio, in coincidenza con il Giorno Internazionale della Donna e la Festa della Mamma. Per Olga Salanueva e Adriana Perez proponiamo: - menzionare la richiesta per i visti ad Adriana e Olga in tutte le azioni che si realizzano nel Giorno Internazionale della Donna. -Sollecitare giornaliste e scrittrici a ricordare le violazioni che subiscono le due donne cubane. -Sensibilizzare le donne parlamentari. -Inviare messaggi a Condoleeza Rice. -Consegnare i documenti di protesta nelle sedi dei Consolati degli Usa in America Latina ed Europa. -Realizzare conferenze che trattino questa flagrante violazione, come una nuova forma di tortura sui prigionieri e di violenza sulle due donne.
Per maggiori informazioni: October 24 LA BARBARIE DELLA LAPIDAZIONE
May 10 USCIAMO DAL SILENZIODOCUMENTO DI USCIAMO DAL SILENZIO - ELEZIONI COMUNE DI MILANO ASSEMBLEA MERCOLEDI’ 24 MAGGIO ore 21 UMANITARIA - Via Daverio 7 Una città è fatta dai luoghi che la compongono, dalle relazioni che la animano, dai servizi che offre, dalla produzione di pensieri e lavoro che lì si intrecciano. Questa città è stata il luogo non casuale della grande manifestazione del 14 gennaio, scelto dall’assemblea delle donne di Usciamo dal silenzio proprio perché Milano, attraverso le politiche del centrodestra, in questi anni ha particolarmente mortificato la possibilità delle donne di disegnare liberamente la propria vita sui tanti piani che la compongono: gli amori, il lavoro, la maternità, la produzione di pensiero e di cambiamento. Questa città, che vi candidate a governare, ha reso visibile un conflitto che attraversa la politica: una visione, dalla quale non sono esenti neppure le forze del centrosinistra, che separa la condizione delle donne dal rapporto di potere che l’ha storicamente determinata. Il 14 gennaio ha chiesto alla politica proprio questa discontinuità: non tanto politiche specifiche per le donne, che rischiano di riprodurne la subalternità, ma l’assunzione di un punto di vista sul rapporto tra i generi. Ancora oggi in Italia è considerato ovvio e non oggetto di discussione, che le donne siano le uniche responsabili di casa, figli, anziani, e il solo orizzonte che la politica sceglie è tutt’al più un sostegno alla conciliazione tra lavoro di cura e lavoro professionale. È una logica che cancella le donne come persone e che perpetua un modello di famiglia immobile e chiusa, che riassume in sé compiti che stanno invece sì nella condivisione privata di uomini e donne, ma soprattutto nella responsabilità pubblica intesa come servizi tesi a migliorare la vita di tutti. Noi invece pensiamo a famiglie diverse tra loro e liberamente disegnate e a relazioni tra le persone che abbiano un rapporto e un dialogo con la città, non ad un luogo in cui troppi doveri finiscono per strangolare gli affetti. Quando parliamo di sicurezza della città, per esempio, parliamo certo di libertà di movimento (trasporti, illuminazione, vita culturale), ma anche e soprattutto di sicurezza nella famiglia, che è, come ci viene raccontato dai dati, il teatro più frequente della violenza sulle donne e sui bambini. Una famiglia, dunque, che non sia "luogo di segreti, silenzi e bugie", ma che si apra agli altri spazi dell’educazione e della socialità, a cominciare dalla scuola, che non resti isolata nei compiti di cura dei bambini, degli anziani, e, al contempo, non sia fonte di segregazione per le altre donne, le migranti ormai coprotagoniste della cura, “le tate, le colf e le badanti”. Non basta dunque una politica che corre il rischio di ridurre il tema del rapporto tra uomini e donne semplicemente ad una più equa rappresentanza, o ad azioni positive che funzionano da alibi senza cambiare effettivamente le concezioni tradizionali del maschile e del femminile. Per queste ragioni l’assemblea delle donne di Usciamo dal silenzio pensa che la discontinuità politica si possa misurare su alcune scelte insieme concrete e simboliche: a) l’equa rappresentanza in Giunta e nella direzione degli enti municipali come principio elementare di civiltà. A tutela e riconoscimento della professionalità delle donne, ciò deve valere anche per la dirigenza nell’amministrazione comunale, mentre d’altra parte è necessaria un’azione contro la precarizzazione che colpisce soprattutto le donne. b) Il registro delle unioni civili a conferma della molteplicità dei modelli di famiglia che abitano questa città. c) L’assunzione da parte del Comune di un ruolo forte di informazione e di educazione sulla cultura di genere. Pensiamo necessario e urgente investire risorse per campagne rivolte a giovani e adulti sui temi dei ruoli pubblici e privati di uomini e donne, sulla violenza sulle donne, sulla sessualità e sulla contraccezione come responsabilità condivisa. d) Un grande impulso alla mediazione culturale nei consultori, nei luoghi della sanità e dell’educazione per contribuire a dare consapevolezza dei diritti civili, e una rigorosa rivendicazione nei confronti della Regione della piena applicazione della 194, oggi limitata dalla crescita dell’obiezione di coscienza e dalle scarse risorse per i consultori, necessarie per politiche di prevenzione e contraccezione e delle quali vorremmo conoscere in trasparenza quantità e modalità di utilizzo. e) La garanzia, da parte del Comune, in controtendenza con quanto è accaduto in questi anni che hanno visto la chiusura degli spazi esistenti, di aprire luoghi di aggregazione e di incontro per le donne, come già avviene in altre città. Milano. 8 maggio 2006 - Usciamo dal Silenzio
March 29 VIOLENZA SULLE DONNE LA VIOLENZA SULLE DONNE UCCIDE PIU' CHE IL CANCRO!!
Uccide più del cancro. Fa più vittime di quelle registrate negli incidenti automobilistici. Provoca danni fisici e psicologici quasi sempre irreversibili. È la violenza sulle donne, una malattia grave, spesso taciuta ma diffusissima, che si manifesta sotto varie forme, che divora il cuore di ogni società, facendosi beffa di qualsiasi passaporto di «civiltà». Un morbo incontrollato che colpisce chiunque, a qualsiasi età, ricche o povere, colte o analfabete. Che si sposta dalle aree di conflitto a quelle di pace, dai paesi con deficit democratico a quelli cosiddetti «progrediti», dai campi di battaglia alle camere da letto. A «soffrirne» almeno un miliardo di donne nel mondo -in pratica una su tre-, picchiate, stuprate, mutilate, assassinate. Quasi sempre per mano del marito, del fidanzato, di un familiare o di un amico. Una violenza consumata dietro le porte domestiche, che, secondo il Consiglio d’Europa, per le donne tra i 16 e i 44 anni rappresenta la principale causa di morte e di invalidità. Più del tumore. Più degli incidenti stradali!!!!!!
Secondo l’Onu nel mondo sono 120 milioni le donne che le hanno subite, e ogni anno si registrano altri 2 milioni di casi.
Sotto la lente d’ingrandimento anche l’Italia. Stando ai dati Istat del ‘99, 714mila donne tra i 14 e i 59 anni hanno dichiarato di aver subito uno stupro o un tentato stupro nel corso della loro vita.
L'UNITA online LINK UTILI: www.webtiscali.it/cadmi/guida/ www.racine.ra.it/udi/bibliografie/violsex/ www.nonallaviolenza.freeserver.com March 07 GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA.....Non mal interpretare!!: a molte donne piaciono le fiore, la musica, la poesia è tante altre espressioni romantiche. Ma l'8 marzo non è una giornata per "romantizzare" la donna, al meno che questo si intenda come un atto solidale. La giornata intenazionale della donna NON E':-Un giorno per proclamare la bellezza della forma femminile, -Una escusa per fare complimenti, - Elogiare quanto nobile, sacrificata,ecc, era, è e sarà. Forse questo ultimo e quello piu tentatore poichè richiama il nostro senso di vittimismo. Eppure, ognuno di questi essempi approfondisce la tendenza a obiettivizzare e disumanizare la donna, quando l'obiettivo della Giornata è essere solidale con la lotta delle donne nella sua vita e lavoro nella società e compromettersi con la ricerca della loro liberazione e la loro dignità. L' 8 marzo SI' E' un ricordo delle date storiche riferite alle lotte, manifestazioni, uccisioni delle donne nella lotta per suoi diritti. In questo giorno si ricordano fatti che sono pietre miliari lungo i secoli:- La partecipazione femminile durante la Rivoluzione Francese nel 1789, che esigeva "libertà, uguaglianza e fraternità"; - La lotta di alcune lavoratrici staiunitensi della industria tessile per le loro pessime condizioni di lavoro nel 1857, repressa dalla polizia con bastoni, pr cui molte sono morte. - Il Primo Congresso della Associazione Internazionale dei lavoratori nel 1866, che approvo la partecipazione del lavoro professionale delle donne; - La Conferenza delle donne contro la Prima Guerra Mondiale, del 1899, nei Paesi Bassi, che definì il carattere antibellico delle manifestazioni femminili. - La protesta delle donne operaie nella industria tessile degli Stati Uniti che occuparono una fabbrica a New York nel 1908. Chiedendo una giornata di lavoro di 10 ore (in quel tempo le donne lavoravano 16 ore al giorno!!). I padroni della fabbrica hanno risposto incediando l'edificio bruciandole vive. Quel giorno sono morte 129 donne; - La Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste nel 1910 in Copenaghen, Danimarca, in cui la tedesca Clara Zetkin chiese di istituire la Giornata Internazionale della Donna per reclamare diritti politici, civili ed economici di tutte le donne nel mondo. Zetkin propose la commemorazione per l'8 marzo; - La manifestazione di massa delle donne russe nel 1917, con cui le donne affrettarono la Rivoluzione, protestando contro la guerra, "per pane e pace" ( l'8 marzo lo Zar fu obbligato a rinunciare, e con il governo provvisorio le donne hanno ottenuto il voto.) Quando "romantizziamo" la Giornata Internazionale delle Donne, minimizziamo e ignoramo la lotta di queste e tante altre leader nella società che ha più di due secoli di espressione nelle sfere pubbliche. La lotta per il riconoscimento dei diritti delle donne ha più di due secoli di espressione, e continua ad essere una necessità nel nuovo millennio. Non cerchiamo colpevoli; cerchiamo strade di cambiamento. Allo stesso tempo abbiamo bisogno di più persone, uomini, donne di buona volontà che si mettano in gioco con questa lotta. A TUTTE LE DONNE CHE OGNI GIORNO LOTTANO PER FARE QUESTO MONDO UN PO' PIU' GIUSTO E SOLIDALE.... ....NEANCHE UN PASSO INDIETRO!!!!!
![]() February 20 DONNE FIORE O DONNE VERDURA
Facciamocene una ragione. Gli uomini sono più fortunati. Possono tenersi i peli, farsi crescere i baffi, stare spettinati come lo yeti, guardarsi in faccia e continuare a parlare mentre fanno la pipì negli orinatoi delle stazioni e persino trasudare come provole stagionate di battipaglia perchè tanto l'omo ha da puzzare. E non di bergamotto. Per noi è al contrario.A noi tocca essere fighe sempre.Caschi il mondo.Ma per essere tal bisogna possedere una dote essenziale: non patire il freddo. Io personalmente non ce la faccio. Tengo il piumnone nel letto fino a Ferragosto, pensa si riesco a resistirevestita come una rollata di vitelo sola di bretelline. Mi faccio addirittura cresere i capelli perchè patisco alle orecchie...Eppure ci sono donne che viaggiano con minigonne alte come cerotti e salvabuchi copricapezzolo anche nei giorni della merla O hanno il sangue freddo come i pitoni reticolare o hanno una covertura antibiotica perenne. E agli uomini piaciono di matti. Vanno pazzi per quelle vestite solo di rossetto che agli incroci fanno fermare le machine perchè le scambiano per semafori.Quelle sono le tipiche DONNE FIORE. Sì. Perchè esistono due tipi di donne. Le donne fiore e le donne verdura. Le DONNE FIORE sono belle. Straordinariamente belle. Eleganti e piene di stile da far schifo. Vanno guardate e ammirate. Toccate poco, senno si guastano. Se gli sciogli un'aspirina nel acqua durano di più. Dalontno sembrano profumatissime, ma se le annusi spesso non sanno di niente. Però, qualunche sìa la occasione, fanno sempre una bella figura. E poi ci sono le DONNE VERDURA. Che non sono tanto belle, ma danno sapore. Ci sono le donne sedano, pallide e allampanate, quelle finocchio, basse e tonde, le donne patata americana, che puoi tenere per anni in cucina e piantarci addosso anche gli stuzzicadenti e loro gemogliano lo stesso. Le DONNE VERDURAsanno di qualcosa. Sempre. Alcune sono addirittura afrodisiache. Se poi le metti nel barattolo, conservano il gusto e durano per anni. Quelle FIORE, quando appassiscono, fanno solo tristezza. LUCIANA LITTIZZETTO. da "La principessa sul pisello". Mondadori
E VOI DONNE CHE TIPO SIETE??? E VOI UOMINI CHE TIPO VOLETE DI PIU'???
February 15 ANCHE LA TUA MAMMA E' UNA DONNA...........Il Consiglio d’Europa ha dichiarato che la violenza domestica è la principale causa di morte e di invalidità per le donne di età compresa tra i 16 e i 44 anni (un’incidenza maggiore di quella provocata da cancro e incidenti automobilistici). Il premio Nobel per l’Economia del ’98 Amartya Sen ha calcolato che “mancano all’appello” più di 60 milioni di donne eliminate con l’aborto e l’infanticidio selettivo (ad esempio, in Cina il rapporto tra neonate e neonati era nel 2000 100 a 119, laddove il rapporto biologico normale sarebbe di 100 a 103). Secondo numerose ricerche, nel mondo almeno una donna su tre è stata picchiata, costretta al sesso o ha subito altri tipi di abusi. Solitamente le violenze sono compiute da un familiare o da un conoscente. Le Nazioni Unite calcolano in 120 milioni il numero delle donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili. Ogni anno si registrano altri due milioni di casi. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità almeno il 70% delle donne vittime di omicidio sono state uccise dai propri partner. Stati Uniti d’America Secondo statistiche ufficiali, ogni 15 secondi una donna viene picchiata. Il Governo stima che nel 2001 si sono verificati circa 700.000 casi di violenza domestica. Ogni anno vengono vendute tra le 45.000 e le 50.000 donne e bambine. Secondo le Nazioni Unite, nel 1999 l’85% delle vittime di violenza domestica era costituito da donne (671.110 donne contro 120.100 uomini). Asia In Bangladesh, le donne uccise dai loro mariti ammontano al 50% di tutti gli omicidi. In India, più del 40% delle donne sposate sono state percosse o violentate per ragioni come l’insoddisfazione o la gelosia dei loro mariti. Il governo ha stimato che 1998 oltre 6000 donne siano state assassinate (la maggior parte bruciate) per questioni di dote. In Pakistan, nel 1999, più di 1000 donne sono state vittime di “crimini d’onore”. Europa 500.000 donne sono vittime della tratta per essere destinate al mercato della prostituzione. Secondo una ricerca del 1998, in Belgio più del 50% delle donne ha subito qualche forma di violenza all’interno della famiglia, per lo più ad opera dei propri partner. In Francia, su 25 mila casi di stupro commessi in un anno, soltanto 8 mila vengono denunciati alla polizia. In Gran Bretagna, tra il 1997 e il 1998 si sono verificati più di 2000 casi di violenza fisica e sessuale ai danni delle collaboratrici domestiche. I servizi di pronto soccorso ricevono mediamente una chiamata al minuto per violenze sulle donne in ambito domestico. In Russia, secondo dati governativi, ogni anno 14.000 donne muoiono uccise dai loro compagni o da familiari. Africa In Sudafrica, ogni 23 secondi una donna subisce violenza sessuale (la maggior parte nell’età compresa tra i 12 e i 17 anni). La polizia ha calcolato che su 35 casi di stupro uno solo viene effettivamente denunciato. Nello Swaziland, nel 2002, il 38,6% delle donne incinte che si è sottoposto a controlli medici è risultato sieropositivo. L’Onu ha calcolato che nel periodo ottobre 2002 - febbraio 2003, nella zona di Uvira, nella provincia a sud di Kivu della Repubblica Democratica del Congo, sono state stuprate 5000 donne, una media di 40 al giorno. Americhe Una ricerca condotta a Vancouver, Canada, ha rilevato come tra il 1993 e il 1997 su 462 casi di denuncia di stupro solo il 33% ha determinato rinvii a giudizio, e soltanto l’11% sentenze di condanna. In Cile, nel 1996, le donne vittime di violenza domestica hanno perso complessivamente reddito per 1,56 miliardi di dollari, pari all’incirca al 2% del prodotto interno lordo del paese. Medio Oriente La Lega delle donne irachene ha denunciato che più di 400 donne sono state rapite, stuprate e vendute nel periodo aprile – agosto 2003. In Libano, nel 2001, i casi di donne uccise dal marito o da un altro parente maschio per “questioni d’onore” sono stati in media tra i 2 e i 3 al mese. Oceania La Commissione per le riforme legislative di Papua Nuova Guinea ha calcolato che il 67% delle donne che vivono nelle zone rurali e il 56% di quelle che vivono nei centri urbani siano state vittime di abusi nell’ambito delle relazioni matrimoniali. Italia Rapporto Istat 1999 sulla sicurezza dei cittadini Sono 714.000 (4%) le donne tra i 14 e i 59 anni che hanno dichiarato di aver subito uno stupro o un tentato stupro nel corso della vita. Non sono stati denunciati il 93,2% delle tentate violenze sessuali e l’82,7% delle violenze sessuali. Il 21,2% del totale degli stupri rilevati tramite l’indagine e il 5,9% dei tentati stupri, è avvenuto in famiglia. Da segnalare che la violenza in famiglia presenta alti tassi di non denuncia perché maggiore è il legame tra vittima e offensore e maggiore è la difficoltà a denunciare. La violenza sessuale in famiglia presenta inoltre un’altra specificità: a differenza degli altri tipi di violenza sessuale, quando in famiglia c’è violenza sessuale difficilmente questa rimane sotto forma di tentativo di violenza, il “tasso di successo” della violenza è più alto che in tutti gli altri casi. Sul totale delle violenze ad opera di familiari il 69,2% è stupro, sul totale delle violenze opera di conoscenti, amici ed estranei il dato arriva al 12,8%. NB: Per avere dati sulle singole città si possono contattare i centri antiviolenza locali Rapporto Eures sugli Omicidi in Italia 2003 (dati relativi al 2002) Su 223 omicidi avvenuti in famiglia, in 141 casi (63,2%) la vittima è stata una donna. Gli autori degli omicidi di donne in famiglia sono: nel 41,8% dei casi il coniuge o convivente; nel 12,1% un figlio; nel 10,6% il partner/amante; nel 9,9% l’ex coniuge/ex partner; nel 9,2% un genitore. http://www.eures.it/comunicati_stampa/rapporto_omicidi_2003.pdf Dati sulla tratta Anche se il rilevamento di dati numerici precisi sulla presenza di donne vittime di tratta è molto difficile, è noto che l’Italia è uno dei principali paesi di destinazione per donne e ragazze vittime di tratta a scopo di prostituzione, lavoro forzato, accattonaggio. Secondo i dati del 2001 del Dipartimento pari opportunità, il 10% delle 25.000 donne che lavorano sul mercato di strada sarebbe vittima di tratta, anche se molto maggiore è il numero delle donne che si prostituiscono in strada indotte da gravi motivazioni economiche e costrette a subire pesanti forme di sfruttamento. Anche secondo le stime dell’associazione Europap/Tampep le vittime della tratta in Italia si aggirerebbero intorno alle 2000-3000 (del 2001). |
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