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January 11 GRANDE EVO!!!
Riserve indiane Si è mai visto un indiano imporre all’uomo bianco un visto per l’entrata nelle riserve? A partire dal primo gennaio 2007 i cittadini degli Stati uniti dovranno richiedere il visto per entrare in Bolivia, fino a poco tempo fa una delle riserve indiane più classiche (e ricche). Lo ha deciso il presidente Evo Morales, un indio aymara, nella riunione di governo convocata alla mezzanotte fra il 31 dicembre e l’1 gennaio nel Palacio Quemado di La Paz. Strano giorno e strana ora per un consiglio dei ministri. Simbolici. Per dire che a partire dal 2007 un’epoca è finita e un’altra è cominciata. Il decreto di Evo potrebbe sembrare una ripicca di uno che passa per essere troppo amico di Fidel Castro e Hugo Chavez e quindi nemico di George Bush. Ma è solo l’applicazione della regola aurea della diplomazia di qualisiasi paese sovrano. «Il principio della reciprocità», come ha detto ieri il ministro degli esteri boliviano David Choquehuanca, nome e faccia da aymara. Gli Stati uniti esigono il visto d’entrata per i cittadini boliviani, la Bolivia esige il visto d’entrata per i cittadini statunitensi. Né di più né di meno. Però suona strano sapere che nella Bolivia per la prima volta indipendente dopo 200 anni di «indipendenza» gli Stati uniti sono passati dal primo al terzo livello. Dal primo livello, i paesi i cui cittadini non hanno bisogno di visto d’entrata, al terzo livello. Insieme all’Angola, Buthan, Ciad, Congo, Ruanda, Somalia, Yemen, Indonesia, Taiwan (e alla Cina). Ultimamente il vecchio «cortile di casa» dà segni di insofferenza. Un paio d’anni fa il Brasile di Lula impose ai cittadini statunitensi che andavano a svernare sulle spiagge di Rio l’obbligo umiliante delle impronte digitali (reciprocità anche allora). Ora la Bolivia di Evo. Ma anche del gas e del petrolio, e della coca. Tutti generi che sul mercato Usa tirano. Via col visto, allora. In attesa di sapere se il prossimo passo sarà quello di obbligare i boliviani che vogliono sbarcare negli Stati uniti a rivelare - come si è appena saputo che ha accettato di fare l’Europa - il numero delle carte di credito e delle e-mail, cosa mangiano e con chi vanno a letto, per quale squadra tifano. Chissà che, nel caso, gli aymara Evo e Choquehuanca non mostrino più dignità e decenza di noi europei Di : Maurizio Matteuzzi sabato 6 Gennaio 2007 BELLA CIAO November 28 MESSICOMESSICO: IL MINISTRO DELLA TORTURA
GUADALAJARA - Mentre a Oaxaca si galoppa verso il punto di non ritorno, tre giorni fa, lo scrittore Paco Ignacio Taibo II, ha raccontato a chi scrive un episodio dell'ultima campagna elettorale messicana, che sembra preso di peso dalla storia del 18 aprile 1948 in Italia. Nello stato di Jalisco, governato da 12 anni dal PAN, in 450 parrocchie, si sono trovate almeno due persone che hanno sottoscritto denunce contro i parroci che hanno fatto apertamente campagna elettorale contro Andrés Manuel López Obrador: "in tutte le denunce -dice Taibo II- i parroci hanno affermato che AMLO sarebbe andato a levare le scarpe ai bambini dei parrocchiani". Al di sopra dei parroci c'erano di concerto la curia di Guadalajara -la regione più conservatrice del paese- e il governatore dello Stato Jalisco, del quale Guadalajara è capitale, Francisco Ramírez Acuña (nella foto con Vicente Fox). È quello stesso Ramírez Acuña che il 28 maggio 2004 lanciò Felipe Calderón come precandidato alla Presidenza e che oggi, con la nomina a Ministro dell'Interno, passa all'incasso di quell'assegno in bianco. In quelle stesse ore, il dettaglio é particolarmente sinistro, un centinaio di ragazze e ragazzi venivano torturati nella Bolzaneto di Guadalajara. Furono giorni eccitanti per Ramírez Acuña. A Guadalajara -la stupenda capitale della Tequila- si teneva il vertice euroamericano. Tra gli altri andarono Romano Prodi come commissario europeo e Franco Frattini, all'epoca Ministro degli Esteri di Silvio Berlusconi. Ramírez Acuña si vantò pubblicamente di avere infiltrato i manifestanti che protestavano contro quel vertice per provocare incidenti tra i manifestanti pacifici, capeggiati dal futuro presidente boliviano Evo Morales, e la polizia. Ma il meglio doveva ancora arrivare, lo ricorda Jaime Áviles, inviato de La Jornada: la sera dopo gli scontri Ramírez Acuña ordinò "voglio cento detenuti, subito!" Come nella Roma occupata, decine di camionette percorsero la città a razziare giovani. Furono presi per i capelli dai ristoranti, dai giardini, dai bar, fino a raggiungere il numero richiesto dal Kesserling di Jalisco. Un ragazzo di Monterrey fu sequestrato direttamente dalla Croce Rossa dove era arrivato coperto di sangue. Ragazze e ragazzi furono portati in un sottoscala della direzione alla sicurezza. Le donne furono denudate e abusate sessualmente, gli uomini furono picchiati selvaggiamente. La mattina dopo la metà fu liberata, e l'altra metà fu ancora torturata fino a firmare confessioni fantasiose per crimini mai commessi per le quali -conclude Áviles- alcuni furono tenuti in carcere per un anno e altri pagarono multe astronomiche. Quello del vertice del 2004, è solo uno degli episodi sinistri nei quali fu coinvolto Ramírez Acuña. Già nel 1999 un detenuto per presunti crimini comuni morì sotto tortura. Nel 2002, un una località isolata, si teneva un rave che radunava migliaia di giovani. Con la scusa della presenza di droga, nella retata ne furono detenuti 1.500. La Commissione Statale per i Diritti Umani (CEDH) afferma che le detenzioni furono arbitrarie e che il trattamento dei giovani fu crudele, inumano e degradante. Proprio la CEDH denuncia che il Governatore Ramírez Acuña è stato l'uomo chiave nel permettere e proteggere garantendo l'impunità per almeno 640 casi di tortura certificati in Jalisco tra il 2001 e il 2005, anno nel quale si arrivò al record di 132 denunce per tortura. Secondo la CEDH -sempre ignorata da Ramírez Acuña- il dato non definitivo del 2006 sicuramente supererà tale record. Di nuovo, in particolare, i rapporti che condannano Ramírez Acuña parlano di "persistente intolleranza verso le manifestazioni giovanili e l'esercizio, da parte dei giovani, di diritti civili e politici". Durante il suo governatorato "installò un'ideologia morale piena di pregiudizi sui giovani, le loro forme di espressione e identità, i loro diritti". Cinquantasei organizzazioni per i diritti umani -Tra queste Amnistia Internazionale e Human Rights Watch- si sono già espresse contro la nomina di Ramírez Acuña per fatti così gravi che lo rendono incompatibile per ogni incarico pubblico. Questo campione della riconciliazione e della tolleranza è stato scelto da Felipe Calderón e dagli interessi che maneggiano come un'opera dei pupi il suo governo clerical-confindustriale come nuovo Ministro dell'Interno. Più chiaro di cosí il segnale del nuovo governo ai mille conflitti sociali che tormentano il Messico non poteva essere: repressione, mano dura, tortura. Il Messico è ad un passo da una svolta autoritaria. June 20 STRAGE DI DONNE....
![]() May 13 TERRA A CHI LA COLTIVA
April 20 E CONTINUANO A DISTRUGGERE IL PIANETA....
March 03 PAROLE DI FIDEL....Parole pronunciate dal Presidente della Repubblica di Cuba, Fidel Castro Ruz, al popolo di Cuba, al nobile popolo degli Stati Uniti e all’opinione mondiale, nel momento d’inizio della marcia del popolo combattente, davanti all’Ufficio d’Interessi (SINA), addì 24 gennaio 2006. Cari compatrioti, Prima d’iniziare la marcia di fronte al perfido e provocatore ufficio dell’impero, voglio ribadire ciò che ho detto la domenica per concludere il mio discorso all’eroico popolo della nostra cara patria, al nobile popolo degli Stati Uniti e all’opinione pubblica mondiale: “Il Governo degli Stati Uniti cerca palesemente i seguenti obiettivi: “Primo: Porre in libertà il terrorista Luis Posada Carriles, che è stato addestrato e utilizzato dalle autorità del suddetto paese, compreso il padre dell’odierno Presidente, per commettere mostruosi crimini contro il popolo di Cuba. Questo ripugnante personaggio è stato reclutato e addestrato dal 1961 per compiere missioni speciali durante l’invasione mercenaria a Baia dei Porci; allenato ulteriormente per commettere ripugnanti atti terroristi contro Cuba. A tale scopo è stato preparato con cura insieme a Orlando Bosch, amnistiato da Bush senior all’epoca in cui Presidente; istruito per partecipare all’Operazione Condor, organizzazione internazionale terrorista che commise odiosi crimini contro personalità latinoamericane; organizzatore e autore intellettuale del sabotaggio e dell’esplosione in volo dell’aereo di Cubana de Aviación, che causò la morte di 23 persone, il 6 ottobre 1976 a Barbados; liberato poi dal carcere nel Venezuela dalla CIA, il 18 agosto 1985; legato sin dall’inizio alla guerra sporca contro Nicaragua, per cui forniva armi da El Salvador e trasportava droga verso gli Stati Uniti negli stessi aerei delle armi. Luis Posada Carriles ha sempre mantenuto stretti legami con gli organi dell’Intelligence degli Stati Uniti, è stato finanziato da vari governi statunitensi e utilizzato mediante la cosiddetta Fondazione Cubano Americana, durante più di quattro decenni, per cercare d’assassinare il capo dello Stato cubano. E’ stato liberato (dal carcere del Panama, dov’era stato condannato per il tentato assassinio di Fidel Castro N.d.T.) mediante indulto sottoscritto dall’allora presidente panamense Mireya Moscoso, il 26 agosto 2004, grazie all’intervento dell’attuale Presidente degli Stati Uniti. Trasferito a un paese centroamericano sotto la protezione del Governo degli Stati Uniti, è stato autorizzato ad entrare in modo clandestino al territorio statunitense, ciò ha fatto tra il 18 e il 20 marzo 2005 nello yacht “Santrina”, guidato dal famigerato terrorista Santiago Alvarez, oggi anche lui stranamente agli arresti per traffico e gravissime violazioni delle leggi di Sicurezza degli Stati Uniti. Nessuno al mondo potrà negare queste verità. “Secondo: L’attuale Governo degli Stati Uniti ha fallito assolutamente nei piani d’isolare e asfissiare economicamente Cuba, non si rassegna al fallimento e si dispera pericolosamente. “Terzo: Il Governo degli Stati Uniti ha fatto tutto il possibile per soddisfare i desideri della mafia terrorista cubano-americana, che rese possibile, mediante la frode nella Florida, il trionfo dell’attuale presidente George W. Bush. “Quarto: Il presidente Bush e il suo governo si sono impegnati con il macabro piano di transizione per Cuba: una grossolana ingerenza nella sovranità del nostro paese che gli cagionerebbe un arretramento di secoli. “Quinto: Il Governo degli Stati Uniti ha adottato tutte le misure per privare Cuba di entrate assolutamente legittime, ostacolando l’invio di rimesse e facendo uso dell’inumano procedimento di vietare od ostacolare al massimo le visite dei residenti d’origine cubana negli Stati Uniti ai loro parenti cubani. “Sesto: Il Governo degli Stati Uniti a causa di pressioni della mafia cubano-americana si propone tra i primi obiettivi quello di violare in modo palese l’Accordo Migratorio con Cuba. “Settimo: Il Governo degli Stati Uniti cerca pretesti per impedire a tutti i costi la vendita di prodotti agricoli a Cuba, che si realizza da cinque anni con volumi crescenti senza che il nostro paese abbia mai inadempiuto nemmeno di un centesimo il relativo pagamento, ciò che non si credeva possibile in una nazione aggredita e bloccata. “Ottavo: Il Governo degli Stati Uniti, non conforme con la decisione adottata dal presidente Carter il 30 maggio 1977, si propone di costringere a un rompimento degli attuali minimi rapporti diplomatici con Cuba. Le grossolane provocazioni che da qualche tempo realizzano dall’Ufficio di Interessi all’Avana non hanno né possono avere altro scopo. “Il Governo del presidente Bush sa molto bene che nessuno governo al mondo può accettare un così perverso oltraggio alla propria dignità e sovranità. “La condotta e le azioni di riposta di Cuba di fronte alle provocazioni dell’impero saranno assolutamente pacifiche, ma colpiremo l’insulto con tutta la forza della nostra morale e saremo disposti a rispondere con tutte le armi e a versare fino all’ultima goccia di sangue per respingere qualsiasi aggressione bellica dell’impero sconvolto e brutale che ci minaccia. Nessuno dimentichi nemmeno per un istante quella gloriosa promessa del Titano di Bronzo: “colui che cerchi d’appropriarsi di Cuba solo raccoglierà la polvere del suo suolo intriso di sangue se non perisce nella lotta”. “Osserverò la marcia insieme agli entusiastici pioneros e studenti che dalla Tribuna Antimperialista incoraggiano il nostro valoroso e combattivo popolo, che marcerà oggi di fronte a questo perfido e provocatore ufficio, così come marcerà al combattimento contro qualsiasi aggressore.” Patria o Morte! Vincermo!!! February 21 MEMORIA DI SANGUE
Stella Spinelli
Peace Reporter, 21/02/2006 February 06 LA GUERRA DI "LAS MALVINAS" UCCIDE ANCORA
NO ALLE CARTIERE SUL FIUME!!!!!!!!La battaglia dell'Uruguay
FULVIO GIOANETTO Sono in molti a chiedersi perché il governo progressista del presidente Vasquez in Uruguay continui imperterrito a difendere la costruzione delle fabbriche di cellulosa sul fiume Uruguay, nonostante un'opinione pubblica interna sempre più opposta al progetto e al prezzo di un accelerato deterioramento delle relazioni bilaterali con la vicina e amica Argentina. Di quel progetto questa rubrica ha già parlato (l'ultima volta l'11 gennaio): due grandi impianti per la produzione di cellulosa nella provincia di Rio Negro, sulla sponda uruguayana del fiume Uruguay, hanno suscitato le proteste di ambientalisti, cittadini e autorità locali nella provincia argentina di Entre Rios, sull'altra sponda del fiume. Forse perché le cartiere spagnola e finlandese coinvolte nel progetto potranno godere di esenzioni fiscali, o perché pagheranno agli operai locali dei salari di molto più bassi dei loro colleghi europei. Il progetto è circondato da sospetti di clientele, come denunciato dal pubblico ministero Enrique Viana che ha aperto un procedimento, dopo le dichiarazioni del rappresentante dell'impresa spagnola di cellulosa Viana, anch'essa socia del progetto, che ha dichiarato di aver «donato pubblicamente 10.000 dollari a tutti i partiti politici del paese senza distinzione» per installare le contaminanti cartiere nella provincia di Rio Negro. La scorsa settimana centinaia di cittadini argentini e uruguayani hanno ancora una volta bloccato il ponte internazionale General San Martin e quelli fra le città di Colon e Concordia, tutti sul fiume Uruguay, per affermare la loro opposizione contro «le cartiere che le imprese europee costruiscono sulle nostre terre».L'assemblea cittadina di Gualeguaychù (Argentina), che lo scorso giugno aveva organizzato picchetti e blocchi stradali con più di 40.000 persone, ha deciso di organizzare «carovane mobili di resistenza» contro la progettata costruzione, accompagnata dai sindaci e dal governatore della regione. Gli obiettivi sono chiari: «gli abitanti dei due lati del fiume Uruguay siamo venuti ad abbracciarci sulle sue acque per affermare la nostra decisione di difendere il fiume, perché i corsi d'acqua, le terre, i boschi e tutto quello che nasce qui è patrimonio delle generazioni future e nessuna impresa o persona ha diritto di togliercelo o di inquinare, perché chi lo fa, compie un crimine contro l'umanità intera». Di fronte all'ampliarsi delle proteste, inusuali in queste latitudini, la cancelleria argentina ufficialmente ha preso posizione contro il progetto e ha deciso di creare un commissione che a giorni dovrà pronunciarsi sul come agire senza «deteriorare le relazioni fra i due popoli». Le due imprese europee, la finlandese Botnia e la spagnola Ence (Empresa Nacional Celulosa de España), quest'ultima già condannata in Spagna a pagare una multa di 500.000 dollari e a chiudere la cartiera in Pontevedra lo scorso anno, hanno firmato nel 2002 un accordo con il governo uruaguayo di Jorge Battle per un investimento di 1800 milioni di dollari e la promessa di dar lavoro a 4 o 5.000 persone nelle progettate cartiere. Anche se le due imprese, appoggiate da un studio d'impatto ambientale della Banca Mondiale, hanno affermato di aver migliorato la propria tecnologia con «sistemi produttivi puliti ed ecologici» che per lo sbianchimento, al posto di utilizzare cloro utilizzano diossido di cloro. Ma pochi gli credono, anche perché una fabbrica di Ence che utilizza la stessa tecnologia ha dovuto chiudere in ottobre in Valdivia (Cile) per le piogge acide che provocava. Con le fabbriche sparirà la spiaggia di Ñandubaisal e il turismo estivo connesso, e le centinaia di casette di pescatori al bordo del fiume. Se poi anche i residui della contaminazione dell'acqua saranno ridotti, restano sempre lo scrap (pezzi di lignina e reflui chimici) e i famigerati ossidi di zolfo e di azoto, che evaporano e vanno a provocare le pioggie acide. (IL MANIFESTO-04/02/06) February 02 DONNE CREANDO...Mujeres Creando è parte fondamentale del movimento sociale in Bolivia. Hanno scelto la diversità come base sulla quale costruire la propria identità collettiva. Sono più di 14 anni che portano avanti un dibattito in ambito internazionale sui postulati della cooperazione e l’impoverimento dei paesi del sud, con l’ottica e la prospettiva delle donne, tra gli altri molti temi. Come gruppo di donne condividono i pensieri sul femminismo in molti dei forum internazionali con ogni tipo di donne o collettivi interessate in questi dibattiti. Annualmente si pongono come obiettivo di scambiare i propri contenuti con donne e in spazi dove si possano mettere in comune opinioni e progetti di carattere innovativo, femminista, antipatriarcale e con una trasformazione politica di analisi e critica alle azioni di demolizione che si stanno facendo per conto di agenti come banche, grandi multinazionali o le Ong che guadagnano sulle spalle della popolazione civile in Bolivia. Queste donne si sono battezzate Creando poiché partono dalla rivendicazione del fatto creativo, del diritto individuale a esistere e avere voce propria in un contesto di ingiustizia, cioè a dire il diritto alla libera espressione. La propria azione, l’uso della parola e l’espressione corporale, utilizzando lo spray come arma - pennello e grido come essenza del discorso - alla ricerca di risultati diretti che incidano nella società. I loro graffiti sono un attrezzo unico e essenziale per comunicare in generale con la popolazione della Bolivia. Le loro azioni nelle strade della Bolivia sono pubbliche, interventi di contenuto politico e di denuncia che fanno della strada il proprio fondamentale spazio di lavoro e di dibattito. Loro si definiscono come agitatrici stradali e hanno numerose iniziative e progetti civili e femministi nel loro paese che desiderano porre in comune con gruppi di donne, in spazi dove si possano dibattere. Il loro lavoro ha superato le frontiere della società boliviana, in numerose partecipazioni con i movimenti sociali in Spagna, formano parte anche della collezione del MUSAC, hanno fatto laboratori e partecipato in varie mostre nel Centro d’Arte Regina Sofia, Casa America, Centro Atlantico di Arte Moderna di Gran Canaria, mostra internazionale di cinema realizzato dalle donne di Saragoza, Paraninfo della Università di Saragoza, etc. February 01 MALECON AL ROSSO VIVOIl martedì 24 febbraio i cubani hanno offerto un testimone indiscutibile del loro firme pensamento intorno della più recente provocazione dell' amministrazione nordamericana e la ennesima manipolazione nel processo contro Luis Posadas Carriles (un terrorista risponsabile dell' atentato contro un aereo comerciale cubano, in Caracas nel 1976).
Se ciò che volevano l' imperio e il suo ufficio d'interesi alla Avana, era di missurare la temperatura della situazione politica dell' isola, sono riusciti:IL MALECON ERA AL ROSSO VIVO!!!
Con bandiere cubane e manifesti con la foto di Posadas Carriles e l'scrita "pericolo, assassino".
Nel suo intervento, insolitAmente corto (20 minuti) Fidel ha affermato "Washington
ha fallito totalmente nel isolare Cuba" "Sconfitta che si vede nelle vittorie della sinistra in Americalatina" "Gli
Stati Uniti tenta di tagliare tutte le importazioni alimentare dell'isola, cosa che deteriora di più la difficile situazione economica che viene soffrendo l'isola e che si ha aggravato con lo storico embargo statiunitense" "Stati Uniti è stato smascherato davanti al mondo, demoralizzato, inginochiato.."diceva Fidel.
PER IL RESTO DEL MONDO PUO' SEMBRARE SOLTANTO UN'ILLUSIONE, UN'ESPRESSIONE DI DESIDERIO; EPPURE NEL MALECON ERA QUASI CREDIBILE!!!!!!! January 19 ATTENZIONE!! Una dozzina di attivisti di Greenpeace, tra cui un volontario italiano, Rossano Filippini, hanno fatto irruzione ieri in una cartiera in costruzione in Uruguay, ma sono stati arrestati dalla polizia, che li ha poi rilasciati.
Filippini, quarantenne, romagnolo, è un militante storico dell'associazione ed è solitamente impegnato come cuoco a bordo delle navi di Greenpeace, che in questo momento stanno contrastando le baleniere giapponesi nel mar Antartico. L'azione di Greenpeace è l'ultima novità di un contenzioso che si trascina da settimane tra i governi di Argentina e Uruguay, poichè 300 chilometri a nord est di Montevideo, la società finlandese Botnia e la spagnola Ence, stanno costruendo due cartiere che utilizzano una tecnologia altamente inquinante, che rischia di alterare irrimediabilmente l'ecosistema locale, soprattutto quello del fiume Uruguay. Greenpeace chiede l'impiego di tecnologie di sbiancamento senza cloro ed un impegno verso l'impiego di materie prime riciclate o almeno certificate FSC per la buona gestione forestale (Forest Stewardship Council). Greenpeace chiede ai governi dell'Argentina e dell'Uruguay di fermare la costruzione delle cartiere, fino a quando non sarà varato un piano industriale basato su tecnologie responsabili. Ma il ministro degli esteri uruguaiano Reinaldo Gargano ha invece dichiarato che ''continueranno i lavori'' per la realizzazione delle due cartiere, di rilevante importanza economica per il Paese. L'associazione propone ai sostenitori in tutto il mondo di inviare una lettera ai presidenti di Argentina e Uruguay January 16 QUELLA DONNA....è UNA GIORNATA STORICA, LA SOCIALISTA MICHELLE BACHELET è STATA LA PRIMA DONNA AD ESSERE SCELTA PRESINDENTE DEL CILE. CON IL 53% DEI VOTI CONTRO IL 46% DI SUO AVVERSARIO DI DESTRA SEBASTIAN PINEIRO.
"VOGLIO CHE IL MIO GOVERNO SIA RICORDATO COME UN GOVERNO DI TUTTI" "PAROLA DI DONNA"
"PRENDO LA RESPONSABILITA CHE MI AVETE CONCESSO, SONO SOLTANTO 4 ANNI E NON C'è TEMPO DA PERDERE"
BACHELET DEDICO UN SALUTO E UN COMPROMESSO A LA GENTE DELLE REGIONI E RINGRAZIO ALLE DONNE; UNA RAGAZZA TRA LA FOLLA GRIDO:"ADESSO METTEREMO LA CASA IN ORDINE!!".
MICHELLE BACHELET:54 ANNI, MEDICO PEDIATRA. FIGLIA DEL GENERALE ALBERTO BACHELET, UN MILITARE TORTURATO E UCCISO DAL REGIME D'AUGUSTO PINOCHET. LEI STESSA INSIEME A SUA MADRE SONO STATE TORTURATE DURANTE LA DITTATURA.
DOPO SI è ESILIATA IN AUSTRALIA E DOPO IN GERMANIA DOVE SI è SPOSATA E AVUTO DUE FIGLI. è TORNATA IN CILE NEL 1979. January 12 CHAVEZLa sede di Buenos Aires del Centro Wiesenthal ha voluto leggere in una dichiarazione del presidente venezuelano Hugo Chávez delle dichiarazioni antisemite. Queste dichiarazioni, non solo non sono mai state pronunciate, ma sono state chiaramente manipolate per ottenere un effetto delegittimazione del presidente bolivariano. Lo stesso Centro Wiesenthal di Buenos Aires, sulla base di questa manipolazione, si spinge fino a chiedere la sospensione dell'ingresso del Venezuela nel Mercosur. Ovviamente la versione manipolata del discorso di Chávez, è stata ripresa dalla stampa mondiale senza alcun tipo di verifica. E' improbabile che sia stato lo stesso Centro Wiesenthal a confezionare il caso, ma se n'è fatto latore spendendo nella peggior maniera il proprio prestigio. Non è difficile -ma è doveroso- fare chiarezza: Il 24 dicembre 2005 il presidente Hugo Chávez Frías ha affermato: 'El mundo tiene suficiente para todos, pero resultó que algunas minorías, descendientes de los que sacaron a Bolívar de aquí, crucificándolo también a su manera, en Santa Marta... en Colombia. Una minoría se agarró las riquezas del mundo para ellos'. "Il mondo ne ha per tutti, ma risulta che alcune minoranze, discendenti di quelli che cacciarono Bolivar da qui, crocifiggendolo alla sua maniera, a Santa Marta... in Colombia. Una minoranza che poi si è tenuta le ricchezze del mondo per loro". Il discorso del presidente è stato trasmesso in diretta televisiva e quindi ciò è di facile e ovvia verifica per chi non si vuole sommare alla canea neoliberale antilatinoamericana. E non è possibile alcuna incertezza interpretativa. Secondo il Centro Wiesenthal di Buenos Aires, Chávez avrebbe invece detto: "el mundo tiene para todos, pues, pero resulta que unas minorías, los descendientes de los mismos que crucificaron a Cristo, se adueñaron de las riquezas del mundo". Che tradotto suona: "Il mondo ne ha per tutti, ma risulta che alcune minoranze, discendenti di quelli che crocifissero Cristo, si sono impossessati delle ricchezze del mondo". E' bastato far saltare il riferimento a Simón Bolívar per stravolgere totalmente il significato di dichiarazioni che neanche lontanamente facevano riferimento alla comunità ebraica. Ma la palese manipolazione delle parole del presidente sono purtroppo sufficienti perché adesso per anni il benpensante progressista europeo di turno si sentirà autorizzato a dire: "però Chávez è antisemita" senza sapere neanche di cosa e di chi parla. Il riferimento del presidente Chávez è costantemente alla minoranza creola (cattolica apostolica romana, che detiene il 90% delle ricchezze del continente ribelle) e all'Impero (bianco, anglosassone, protestante) sul quale cita volentieri il Liberatore Simón Bolivar nel 1826: "Gli Stati Uniti del nordamerica sono destinati a piagare il mondo di fame, miseria e morte in nome della libertà". Il discorso di Hugo Chávez non solo non ha NULLA di antisemita ma neanche di cattoreazionario. Ma tutto fa brodo per disegnare un Chávez antidemocratico, altra diffamazione non suffragata da nessun fatto concreto. Da anni si parla di ciò, ma la realtà è che nella Repubblica Bolivariana del Venezuela si è sempre votato in libertà e democrazia in Venezuela in questi anni come sempre certificato dall'OSA, dal Centro Carter e da quant'altri istituti internazionali. Chissà perché siamo condannati a doverlo ripetere fino alla noia. Non sommiamoci quindi (oltretutto in maniera così superficiale) al sistema disinformativo alimentato dai SUA al quale vengono destinati 44 miliardi di dollari l'anno solo per diffamare chi si oppone agli interessi della superpotenza. Il momento tra l'altro non è casuale. Da un lato Evo Morales si somma al processo antimperialista, dall'altro proprio Chávez sta offrendo ai grandi debitori, Argentina e Brasile in testa, un'alternativa reale al sistema di dominio finanziario anglosassone. Sono colpe imperdonabili e quindi sia Morales che Chávez vanno colpiti, con ogni mezzo. Quest'ultima è quindi una delle mille trappole sottese contro il processo bolivariano, ma basta così poco per non cascarci, a meno che uno non ci voglia cascare volontariamente. _______________________________________________ LA REDAZIONE DELLA RIVISTA"LATINOAMERICA" December 29 BOLIVIA SARA LA CAPITALE DEL PROGRESSISMOSARA UN INCONTRO MONDIALE DEI MOVIMENTI SOCIALE, E DE PERONALIDADE DI SINISTRA, TRA LORO ANCHE DIEGO MARADONA, SARA IN LA PAZ (BOLIVIA) IL MOTIVO: LA ASSUNZIONE DEL FUTURO PRESIDENTE EVO MORALES, IL PROSSIMO 22 GENNAIO.
SONO STATI INVITATI: I "PIQUETEROS" DI ARGENTINA, IL MOVIMENTO "SENZA TERRA" DI BRASILE, I CIRCOLI BOLIVARIANI DI VENEZUELA, IL MOVIMENTO INDIGENA ZAPATISTA DEL SUBCOMANDANTE MARCOS DI MESSICO, LA CONFEDERAZIONE DI NAZIONE INDIGENE ECUATORIANA E IL ASSSE PACHACUTI DI ECUADOR.
INOLTRE A DIEGO, HANNO CONFIRMATO LA SUA PRESENZA NELLA CEREMONIA: I CANTAUTORI SILVIO RODRIGUEZ DI CUBA E PIERO DI ARGENTINA (CHI HA PARTECIPATO ANCHE NELLA CEREMONIA DI CHIUSURA DI CAMPAGNA ELETTORALE). ANCHE IL EX PRESIDENTE NELSON MANDELA E I DUE PREMI NOBEL DELLA PACE: LA GUATEMALTECA RIGOBERTA MENCHU E IL ARGENTINO ADOLFO PEREZ ESQUIVEL. EL NOBEL DELLA LETTERATURA GABRIEL GARCIA MARQUEZ DI COLOMBIA E GLI SCRITORI EDUARDO GALEANO DI URUGUAY E JOSE SARAMAGO DI PORTOGALLO.
MORALES, 46 ANNI SARA PROCLAMDATO IL 22 GENNAIO, IN UNA CEREMONIA UFFICIALE IN LA PAZ E UN'ALTRA STRAORDINARIA IN SAN FRANCISCO DOVE SARA RICONOSCIUTO PER I MOVIMENTI SOCIALI. UN GIORNO PRIMA IL INDIGENO AYMARA-QUECHUA ASISTIRA AD UNA CEREMONIA ANDINA NEL CENTRO RITUALE TIWANAKU, DOVE SARA CORONATO COME AUTORITA NATIVA.
PIANGO, E CONDIVIDIO QUESTA EMOZIONE CON IL POPOLO BOLIVIANO E CON TUTTI COLORO CHI VOGLIONO TANTISSIMO BENE L'AMERICALATINA. ALZO LA MIA COPPA PER LA GIUSTIZIA SOCIALE E LA PACE. December 21 AMERICA: VOLTI E MASCHEREColombo scoprì l'America nel 1492? O prima di lui la scoprirono i vichinghi? E prima dei vichinghi? Ma quelli che vivevano là forse non esistevano? Per la storia ufficiale Vasco Núñez de Balboa fu il primo uomo che vide, da una cima di Panama, i due oceani. Ma quelli che vivevano là erano forse ciechi?
Chi mise i primi nomi al mais e alla patata e al pomodoro e al cioccolato e alle montagne e ai fiumi d'America? Hernán Cortés? Francisco Pizarro? Ma quelli che vivevano là erano forse muti? Ci hanno sempre detto, e continuano a dirci, che i pellegrini del Mayflower andarono a popolare l'America. Ma l'America era forse vuota? Siccome Colón non capiva quello che dicevano, pensò che non sapessero parlare. Siccome andavano in giro nudi, erano mansueti e davano tutto in cambio di nulla, pensò che non fossero individui razionali. E siccome era sicuro di essere entrato in Oriente dalla porta di servizio, pensò che fossero indiani dell'India. Poi, durante il suo secondo viaggio, l'ammiraglio con un proclama stabilì che Cuba faceva parte dell'Asia. Il documento del 14 giugno 1494 confermò che l'equipaggio delle sue tre navi lo riconobbe in tal modo, e che a chi avrebbe detto il contrario sarebbero state inflitte cento frustate, avrebbe pagato una penale di diecimila maravedí e gli sarebbe stata tagliata la lingua. Il notaio, Hernán Pérez de Luna, gli attribuì pubblica fede. E in calce firmarono i marinai che sapevano firmare. I conquistatori pretendevano che l'America fosse quel che non era. Non vedevano quello che vedevano, bensì quello che volevano vedere: la fonte dell'eterna giovinezza, la città dell'oro, il regno degli smeraldi, il paese della cannella. E ritrassero gli americani così come in passato avevano immaginato i pagani d'Oriente. Cristoforo Colombo vide nelle coste di Cuba sirene con volti di uomo e piume di gallo, e venne a sapere che non lontano da lì gli uomini e le donne avevano la coda. Nella Guayana, secondo sir Walter Raleigh, c'era gente con gli occhi sulla schiena e la bocca nel petto. In Venezuela, secondo fra' Pedro Simón, c'erano indios con orecchie così grandi che le trascinavano per terra. Nel Río delle Amazzoni, secondo Cristóbal de Acuña, gli indigeni avevano i piedi alla rovescia, con i talloni davanti e le dita dietro, e secondo Pedro Martín de Anglería le donne si mutilavano un seno per tirare meglio le loro frecce. Anche Anglería, il quale scrisse la prima storia d'America senza esserci mai stato, affermò che nel Nuovo Mondo c'erano persone con la coda, come aveva raccontato Colombo, e che la loro coda era così lunga che si potevano sedere solo su sedie con il buco. Il Codice Nero proibiva la tortura degli schiavi nelle colonie francesi. Ma non era certo per torturare, bensì per educare, che i padroni frustavano i loro negri, e che, quando questi fuggivano, gli recidevano i tendini. Erano commoventi le Leggi dell'India, che proteggevano gli indigeni nelle colonie spagnole, ma ancora più commoventi erano la gogna e la forca piantate nel centro di ogni Plaza Mayor. Assai convincente era la lettura dell'Ingiunzione che, alla vigilia dell'assalto di ogni villaggio, spiegava agli indigeni che Dio era venuto al mondo e che aveva lasciato al suo posto San Pietro e che San Pietro aveva come successore il Santo Padre e che il Santo Padre aveva fatto mercè alla regina di Castiglia di tutta quella terra e che pertanto dovevano andarsene da lì o pagare il tributo in oro e che in caso di rifiuto o di ritardo gli si sarebbe fatta la guerra e loro sarebbero stati trasformati in schiavi, e così pure le loro mogli e i loro figli. Ma questa Ingiunzione di Obbedienza si leggeva sul monte, in piena notte, in lingua castigliana e senza interprete, in presenza del notaio e di nessun indigeno, perché gli indigeni dormivano ad alcune leghe di distanza, e non avevano la minima idea di quanto gli stava per piombare addosso. Fino a non molto tempo fa, il 12 ottobre era il Giorno della Razza. Ma esiste davvero una cosa simile? Che cos'è la Razza, oltre ad essere una menzogna utile per spremere e sterminare il prossimo? Nell'anno 1942, quando gli Stati Uniti entrarono nel conflitto mondiale, la Croce Rossa di quel paese decise che il sangue nero non sarebbe stato ammesso nelle sue banche di plasma. Si sarebbe così evitato che la mescolanza di razze, proibita a letto, si facesse per iniezione. Qualcuno ha mai visto sangue nero? In seguito, il Giorno della Razza è diventato il Giorno dell'Incontro. Sono forse incontri le invasioni coloniali? Quelle di ieri e quelle di oggi: incontri? Non bisognerebbe forse chiamarle violazioni? Forse l'episodio più rivelatore della storia d'America accadde nell'anno 1563, in Cile. Il fortino di Arauco era assediato dagli indiani, senz'acqua né cibo, ma il capitano Lorenzo Bernal rifiutò di arrendersi. Dallo steccato, gridò: -Noi saremo sempre di più! -Con quali donne? domandò il capo indigeno. -Con le vostre. Noi gli faremo fare figli che saranno i vostri padroni. Gli invasori chiamarono cannibali gli antichi americani, ma più cannibale era il Cerro Rico di Potosí, le cui bocche mangiavano carne indigena per alimentare lo sviluppo del capitalismo europeo. E li chiamarono idolatri, perché credevano che la natura è sacra e che siamo fratelli di tutto quel che ha gambe, zampe, ali o radici. E li chiamarono selvaggi. Almeno in questo non si sbagliarono. Gli indigeni erano così grezzi che ignoravano di dover richiedere il visto, il certificato di buona condotta e il permesso di lavoro a Colombo, Cabral, Cortés, Alvarado, Pizarro e ai pellegrini del Mayflower. EDUARDO GALEANO. December 20 EVO MORALES PRESIDENTE DI BOLIVIAOGGI IL "CHE" SAREBBE FELICE. MORALES, CHE DICE DI ESSERE IN CONTRO DELLE DOTTRINE NEOLIBERISTE è ANCHE PROFONDAMENTE ANTIIMPERIALISTA E ANTI BUSH.
UNA STORIA DI SACCHEGGI è LA STORIA BOLIVIANA (CAUCCIU, STAGNO, PETROLIO, GAS...) UN POPOLO MARGINATO DALLA STORIA, OGGI HA DA FESTEGGIARE, E TANTO. LA RIVOLUZIONE SARA ALLEGRA O NON SARA.
DOMENICA HA VINTO BOLIVIA E HA VINTO MORALES, MA ANCHE HANNO VINTO GLI IMMERSI DEL MONDO, E ANCHE HAI VINTO TU "CHE", SIEMPRE LA TUA VITA E LA TUA MORTE CI DANNO NUOVI SENSI. GRAZIE PER ESSERE ARGENTINO. GLI IMMERSI DEL MONDO PORTANO SEMPRE IN QUALCHE POSTO LA TUA IMAGINE COME ESSEMPIO E LA CONINUERANNO A PORTARE. SONO SICURO. E POR TANTO TEMPO. (TATO PAVLOVSKY- PAGINA 12)
EVO MORALES: INDIGENO AIMARA. HA VINTO LE ELEZIONI PRESIDENZIALE DI BOLIVIA.
PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA UN INDIGENO PRESIDENTE DI UN PAESE LATINOAMERICANO. November 10 LA SEPULTURA DEL ALCA EN MAR DEL PLATA.GEORGE W. BUSH, QUE A ESCEPCION DE ISRAEL Y LOS INFELICES PAISES DEL ESTE EUROPEO EX SOCIALISTA, QUE CON ALGUNA BUENA RAZON LO CONSIDERAN UN IDOLO; "EL CRUZADO" DE LA GUERRA CONTRA EL TERRORISMONO GOZA EN GENERAL DE BUENA FAMA. PERO SI HAY UN LUGAR EN EL MUNDO DONDE LO DETESTAN CASI TANTO COMO EN EL UNIVERSO ARABE-ISLAMICO, ES EN AMERICA LATINA. DONDE POR MAS DE UN SIGLO ESTAMOS HABITUADOS A LAS ATENCIONES DE EE.UU.;QUE EN ESTOS ULTIMOS ANOS SE RESERVAN SOLO PARA PALESTINA E IRAK, AFGANISTN E IRAN: EXPORTACION DE MANU MILITARES, DICTADURAS PROTO-FASCISTAS, O DE PSEUDODEMOCRACIAS (SIEMRE LIBERALES), SEGUN LA FASE O LA NECESIDAD; Y DE MODELOS ECONOMICOS DE PURO SAQUEO QUE IMPONIAN (IMPONEN) EL LIBRE MERCADO Y EL LIBRE INTERCAMBIO, SOLO EN DIRECCION DE IDA Y JAMAS DE VUELTA. "LIBERAR" LOS MERCADOS Y EL INTERCAMBIO CON AMERICA LATINA DE PRODUCTOS Y SERVICIOS made in USA, PARA PODER HACER DESMANES A NUESTROS RECURSOS NATURLES, CERRAR O PROTEGER LO SUYO CON SUSTANCIOSOS SUBSIDIOS.
AHORA AMERICA LATINA DESPUES DE HABER SIDO EL LABORATORIO EXPERIMENTAL DEL NEO-LIBERALISMO MAS SALVAJE Y DESTRUCTIVO, PARECE EMPEZAR A MOVERSE.
ESTE HERVIDERO QUE ES AMERICA LATINA, QUE LLEVO A LO QUE CHAVEZ HA DEFINIDO EN MAR DEL PLATA COMO "LA SEPULTURA DEFINITIVA DEL ALCA", ES UN CAMINO CONFUSO PERO A LA VEZ CLARISIMO QUE VA MAS ALLA DE SUS CONFINES. |
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